Pinacoteca Civica Bruno Molajoli

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Le opere

San Pietro Martire

Donato De’ Bardi detto Donatello

Rinascimento

Quarta sala

scultura lignea

metà XV secolo

Provenienza: chiesa di San Domenico

Collocata per secoli nell’indifferenza generale, in una nicchia della chiesa di San Domenico a Fabriano, la statua, in stato di conservazione piuttosto precario, fu a lungo erroneamente considerata un’opera ottocentesca. La scultura, realizzata in legno di pioppo intagliato e dipinto, è a grandezza naturale e raffigura San Pietro Martire, frate domenicano e inquisitore, assassinato il 24 marzo 1252 con un falcastro nei pressi di Milano. L’iconografia del santo è strettamente legata all’aggressione subita dagli eretici: egli viene infatti spesso rappresentato con la fronte squarciata, talvolta con la palma del martirio o, come nel caso della scultura fabrianese, con il libro recante la scritta “Credo” tra le mani e con il falcastro originariamente conficcato nel capo del martire, oggi, dopo il restauro, collocato sul basamento dell’opera. La scultura presenta chiare analogie stilistiche con altre opere di Donatello: il volto del martire, caratterizzato da una vigorosa modellazione di fronte, zigomi e mento, richiama infatti il Gattamelata, il condottiero raffigurato a cavallo davanti alla basilica di Sant’Antonio a Padova, il ritratto di Niccolò da Uzzano e il profeta Geremia del Duomo di Firenze. Un ulteriore elemento di rilievo a sostegno dell’attribuzione a Donatello è la fitta rete di rapporti intercorsi tra i domenicani fiorentini e quelli fabrianesi, che testimonia i legami tra la città di Fabriano e Firenze.

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San Pietro Martire

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